Come accennato nella misura precedente, inizia ad emergere il ruolo assolutamente rilevante che l’educazione al consumo ha. Questa rilevanza va di pari passo con la constatazione che non solamente attraverso la rete internet è possibile ed auspicabile promuovere il prodotto dell’azienda.
Le attività che si stanno proponendo rientrano in una strategia di comunicazione integrata e di uso massivo della rete internet, ma la ricerca non si limita a ciò.
Risulta infatti necessario anche progettare una serie di attività che, parallelamente a quelle condotte online, vengano realizzate fuori dalla rete. Ed è quello che nei prossimi punti verrà fatto.
Un punto di contatto fra le due linee di ricerca che concorrono a caratterizzare la presente ricerca può essere costituito proprio dall’educazione al consumo, poiché questa pratica fornisce lo spunto per creare percorsi, pratiche, strategie e progetti che l’azienda può realizzare sia in rete per comunicarli, sia fuori dalla rete e quindi praticamente.
In particolare in questo secondo caso si pensa in questa sede ad un’azienda che idei e promuova nelle scuole del territorio progetti di educazione al consumo. La rete internet, e la consumazione in rete, può servire quindi per offrire adeguata copertura mediatica ai progetti, per finalizzare il futuro lavoro degli studenti, per fare informazione, per fare informazione etica e responsabile promuovendo un approccio sostenibile al consumo.
Prima di analizzare questi progetti occorre soffermarsi brevemente proprio sull’educazione al consumo, che se ben comunicata può rappresentare il valore aggiunto dell’azienda. E in quest’ottica rientrano le iniziative comunicative in tema di educazione al consumo e consumo sostenibile.
Acquisire un ruolo trainante al riguardo, promuovere consumo e produzione etici, valorizzare la conoscenza del prodotto significa anche porsi in maniera diversa sul mercato, e ciò in un mondo globale risulta molto importante perché permette di creare una forte differenziazione rispetto ai competitors. La produzione etica, e lo sviluppo di pari passo di percorsi di educazione al consumo, si sposano del resto altrettanto bene con un tipo di consumo molto particolare qual è quello della Sottomuro, e come lei di tante altre piccole aziende che vivono di un commercio con vendita diretta basato interamente sulla fiducia verso il produttore e sull’alta qualità mantenuta in maniera naturale. Ma non basta. L’educazione al consumo e la produzione etica sono centrali in una fase di mercato nella quale i consumatori, subissati di offerte differenziate e parimenti spesso spaventati dai sempre più frequenti disastri ambientali e contaminazioni alimentari, ricercano con insistenza garanzie di produzione di alta qualità e sostenibilità.
In quest'ottica, come primo passo prima di passare ad altri progetti, si individua come necessaria la creazione da parte dell’azienda di una guida “Educazione al consumo” e di una guida “Consumo etico e sostenibile” da diffondere attraverso il sito internet. Obiettivo è assurgere ad azienda primaria, innovatrice e che detti le linee di sviluppo diventando punto di riferimento non solo nella fase di produzione e di commercializzazione dell’olio extravergine d’oliva, ma in tutta la filiera produttiva moderna.
Questa situazione darebbe grande vantaggio competitivo anche nei confronti di compratori esterni, istituzioni pubbliche ed enti privati chiamati ad investire in prodotti di qualità.
Infine la realizzazione delle due guide, di qui a breve progettate, permetterebbero l’allacciamento di relazioni commerciali, ma non solo, con soggetti di notevole rilevanza nazionale da tempo impegnati in questa attività di formazione e comunicazioni, quali ad esempio la Coop.
L'educazione ai consumi è uno dei cardini delle politiche di difesa e protezione dei consumatori, sia a livello europeo sia a livello mondiale. Per questa ragione l'Unione Europea ha stimolato e valorizzato le iniziative nei Paesi membri, con l'obiettivo di aiutare i giovani ed acquisire informazioni e comportamenti consapevoli nella gestione delle risorse, dei beni e dei servizi. Tali azioni hanno anche lo scopo di render consapevoli i giovani (oltre che gli adulti) dei loro diritti e del loro di potere di utilizzarli per modificare, orientare il mercato e, se occorre, difendersi da esso.
Nel corso degli anni, la cosiddetta consumer education è passata dalla fine pionieristica degli anni '60 al consumerismo degli anni '70, dall'attenzione agli aspetti ecologici del consumo ('80) alla centratura sulla sicurezza ('90).
Oggi siamo alla fase della cittadinanza attiva, che prospetta, per il cittadino, un ruolo di partecipazione, responsabilità e senso critico di fronte a un mercato globale sempre più forte, che influenza la sfera economica, ma anche la cultura e la società.
Ma che cos'è in concreto un'animazione sul consumo consapevole?
Scopo dell'educazione al consumo è sollecitare atteggiamenti di consumo critico e responsabile che tengano conto del proprio rapporto con il mondo dei consumi e delle motivazioni che determinano le preferenze individuali.
Si invitano i consumatori a interrogare i prodotti di consumo per tracciarne la provenienza, le funzioni, i criteri con cui sono imballati e presentati, la quantità e qualità di forza lavoro impiegata per ottenerli, l'impatto che possono esercitare sul nostro benessere e sulla salute dell'ambiente.
Il metodo utilizzato durante i laboratori prevede il coinvolgimento attivo dei ragazzi che, incoraggiati attraverso tecniche e strategie partecipative, possono costruire e accrescere le proprie competenze sulla base degli stimoli ricevuti e delle riflessioni maturate.
Punto forte delle attività è proprio l'intervento in prima persona dei ragazzi, che possono dedicarsi alla realizzazione di un orto biologico, mettere a confronto alimenti ed etichette, ricostruire il ciclo dell'acqua riconoscendone la natura di risorsa finita, intervistare i clienti di un supermercato per sondare l'opinione e il livello di informazione sugli organismi geneticamente modificati, imparare a identificare le spezie attraverso i sensi, scoprire alcuni meccanismi degli spot pubblicitari guardandoli da dietro le quinte e realizzandone di propri, oppure, attraverso specifici giochi di ruolo, mettersi nei panni dei coltivatori del Sud del mondo per esplorare le dinamiche che regolano il commercio internazionale.
E' negli anni '80, in seguito al forte sviluppo dei consumi, che Coop comincia a promuovere esperienze formative rivolte ai giovani di tutte le fasce d'età. I ragazzi vivono in un mondo attraversato da intensi flussi comunicativi e da strategie informative che cercando di convincerli ad acquistare certi prodotti, a vedere o leggere certi film o libri, a pensare certe cose...Questi flussi condizionano la loro possibilità di comprendere la la realtà, esprimersi, comunicare.
Di fronte all'arcipelago di oggetti, sogni e bisogni indotti dalla pubblicità, l'educazione al consumo consapevole, allora diviene un'occasione per aiutare i ragazzi a diventare cittadini più consapevoli e consumatori critici che si guardano mentre scelgono, che conoscono le relazioni che collegano il sistema dei consumi con l'ambiente, la società, l'economia, l'etica. Dunque l'educazione al consumo consapevole è una scelta di metodo.
mercoledì 11 giugno 2008
Educazione al consumo
Vetrina - Promozione eventi
Come appare ormai chiaro tutte le attività comunicative progettate sono di tipo convergente ed è quindi possibile da un lato visualizzarle sul sito/social network realizzato, e dall’altro rimangono fruibili anche in modalità esterna.
Disponendo di questa nuova piattaforma risulta possibile, all'insegna dell’integrazione, proporre ulteriori iniziative di comunicazione che siano in linea con lo spirito proposto dall’azienda Sottomuro.
Sarà ad esempio possibile promuovere campagne promozionali delle manifestazioni realizzate dall’azienda, ma anche dare visibilità a manifestazioni ed iniziative di altri addetti al settore, ed infine promuovere fiere, mostre, sagre e congressi realizzate da enti terzi.
L’obiettivo di questa azione è costruire una bacheca virtuale orizzontale e paritaria nella quale, in stile 2.0, ogni partecipante alla community sia abilitato ad inserire autonomamente le notizie e le iniziative al fine di promuoverle e creare partecipazione.
Questo percorso risulta, dal punto di vista della comunicazione, decisamente innovativo perché permette ad ogni utente della community di essere autore e promotore delle proprie iniziative, utilizzando lo spazio messo a disposizione dall’azienda (che diventa centro gestionale del network) come luogo di confronto ed, eventualmente, di miglioramento di pratiche ed offerte.
Questa dinamica non toglie spazio alla singola azienda ma permette al contrario di creare una sorta di portale informativo dal quale far passare le notizie riguardanti la produzione/promozione di olio extravergine d’oliva.
Chiaramente la potenzialità del mezzo ivi proposto crescono esponenzialmente al crescere dei partecipanti in quanto gli utenti, che diventano anche autori, costituiscono al tempo stesso anche il pubblico delle manifestazioni, iniziative e promozioni proposte. Se il sito-community diventa un punto di riferimento per gli operatori del settore il valore degli strumenti comunicativi presentati trae enormi benefici.
Ruolo di ulteriore rilevanza può assumere la possibilità integrata di promozione se i partecipanti sono tutti della medesima area geografica o, meglio ancora, se all’interno dello spazio generico del sito si sviluppano sottogruppi di discussione su base geolocalizzata. In questo modo è possibile, oltre che promuovere a livello locale fra aziende già in diretto contatto fra di loro, anche creare iniziative congiunte partendo dalla comunicazione via web, in grado di mettere in contatto anche piccole aziende, mediatori e piccoli imprenditori locali inizialmente scollegati. In questa maniera risulta evidente la prospettiva sistemica e globale del presente progetto che, pur partendo dalla singola azienda, mira a proporre un approccio e delle dinamiche che coinvolgano gli altri soggetti che vivono e condividono il territorio.
Se si ragiona sul fatto che la presente ricerca mira a promuovere prodotto e territorio o, meglio, prodotto all’interno del territorio nel quale viene creato, risulterà evidente come l’unione di più soggetti, competenze, risorse ed energie anche a livello locale possa costituire un ottimo punto di partenza per la creazione di percorsi di promozione che vadano oltre le consuete offerte commerciali o le semplici sagre & degustazioni che, in fin dei conti, si concludono nel momento stesso dell’assaggio. Diventa possibile promuovere eventi duraturi, articolati, estesi su tutto il territorio, continuamente aggiornati e che mirino, soprattutto, ad una forma di educazione al consumo del prodotto comunicato.
Vediamo ora come promuovere eventi generici sul sito, come promuovere eventi propri e come costruire insieme un evento da comunicare sul sito.
La tematica dell’educazione al consumo, sulla quale torneremo in seguito, riguarda uno die punti forti della presente ricerca, poiché proprio con i moderni mezzi di comunicazione, ed in particolare modo con quelli basati sul web, diventa oggi possibile segmentare e raggiungere tipologie di pubblico differenziate e rivolgersi a queste con una grande pluralità di linguaggi. Il risultato, ma anche l’obiettivo iniziale, è quello di creare un’esperienza di fruizione che vada oltre la specificità sincronica, e che diventi un’esperienza culturale, commerciale, culturale ben più ampia in grado di soddisfare non solamente i bisogni primari del consumatore ma anche quelle che sono, o che dovrebbero essere le sue necessità di capire e conoscere il prodotto e il territorio dal quale questo proviene, al fine di comprenderne al meglio valore, potenzialità e modalità d’impiego.
Questi ambiziosi obiettivi, sui quali il marketing e la comunicazione soprattutto pubblicitaria si impegnano sono perseguibili proprio con la comunicazione che, attraverso un sito partecipativo, una community ricca di materiali multimediali ed informazioni continuamente aggiornate possono fornire ad operatori del settore e a consumatori spunti di fidelizzazione, ma anche modalità di valorizzazione del prodotto e dell’esperienza d’acquisto, cosicché questa sia percepita come un’esperienza duratura e soprattutto tutt’altro che slegata dal territorio nel quale avviene.
A mo di ricaduta ciò significa anche che il prodotto, visto e fruito nel suo contesto, permette di attirare l’attenzione sul territorio dal quale proviene e, di conseguenza, sulle sue ricchezze e peculiarità che diventano così oggetto proprio di quell’attenzione che permette di estendere l'esperienza d’acquisto e di costruire una serie percorsi, stavolta non più solo di consumo, che riguardino direttamente il territorio.
Comunicare e promuovere l’olio extravergine d’oliva prodotto dall’azienda Sottomuro permette di calarlo, ad esempio, nella realtà dell’omonima località sito nel comune di Modugno, e da questo passaggio diventa possibile, per l’azienda, per gli enti pubblici e per gli altro operatori del settore, lavorare per la promozione e marketing del territorio arrivando a valorizzare le risorse ambientali (le lame, l’oasi faunistica), culturali e architettoniche (il casale di Balsignano e il villaggio del neolitico), religiose (la chiesa di san felice e la madonna della grotta) e così via.
Date le dimensioni ridotte dell’azienda proponente chiaramente questo tipo di attività richiedono lo sforzo congiunto di tutta una serie di soggetti, privati e pubblici, che però trarrebbero tutti uguale beneficio da un’adeguata valorizzazione del territorio che diverrebbe così spendibile non solamente da un punto di vista commerciale ma anche turistico, ambientale, culturale e paesaggistico.
Scarica il tutorial sulla possibilità di inserire eventi nel social network
Rassegna stampa
Procedendo nell’analisi delle soluzioni comunicative progettate,si avanza ormai sulla strada dell’integrazione di vari strumenti e pratiche in un unico spazio comunicativo, come appunto quello innovativo del social network creato.
Il sito e le iniziative comunicative progettate hanno quindi un duplice obiettivo:
- aggregatore e centro di competenze, saperi, informazioni, notizie e buone pratiche degli addetti ai lavori
- vetrina dei progetti aziendali rivolta al pubblico di potenziali comunicatori
Come detto, inoltre, il sito è in grado di ospitare anche moduli esterni, ossia servizi realizzati in altro modo o per altri siti, che possono convergere grazie alle ampie possibilità di personalizzazione del sito stesso. È per questa ragione che risulta implementabile un servizio di rassegna stampa.
Durante la fase di studio delle risorse comunicative già disponibili in rete ho avuto modo di vedere che questo servizio è assolutamente trascurato e non presente in rete, quantomeno in italiano.
Realizzare una rassegna stampa permetterebbe di attirare utenti sul sito, fornire un servizio agli addetti ai lavori al momento mancante e quindi spendibile per acquisire posizioni di mercato primarie, ma anche di assurgere a quel ruolo di collettore e centro di smistamento di informazioni del settore del quale si è a lungo scritto.
Per creare una rassegna stampa digitale e testuale si è studiata una modalità che, tenendo presente le caratteristiche dell’azienda e i budget investibili da aziende piccole del territorio, possa ottimizzare al massimo energie e risorse. È per questa ragione che si opta per una gestione completamente informatizzata della stessa, avvalendosi anche in questo caso e in perfetto stile web 2.0 di un servizio web-based offerto da Google, sinonimo di affidabilità e di alta ed ottima indicizzazione dei contenuti online.
Per evitare di dislocare risorse umane dedicate al compito di lettura di supporti cartacei è infatti possibile impostare attraverso il servizio Google alert una serie di parametri in grado di selezionare fra le centinaia di fonti di censite ogni ora dal motore di ricerca Google tutte quelle notizie che hanno gradi di affinità con le parole chiave indicate.
Agendo in questa maniera diventa possibile selezionare l’area di interesse, ad esempio “agricoltura” o “olio extravergine” e ricevere in automatico tutte le notizie, fra quelle censite, che contengano la suddetta parola chiave.
La ricezione può avvenire in maniera differenziata, per email o per consultazione tramite web-browser. Ma ciò che risulta di maggiore interesse è la possibilità di passare dalla fase di ricezione e lettura alla fase di pubblicazione delle notizie che diventano un'applicazione inseribile direttamente in un sito internet e grazie al quale non solo è possibile leggere tutte le notizie riguardanti le parole chiave inserite, ma anche avere una rassegna stampa in continuo divenire, ossia aggiornata costantemente già all’interno del sito. Questa pratica è possibile grazie all’uso dei Feed Rss, che permettono di ricevere gli aggiornamenti, tramite abbonamento gratuito.
Ma cosa ricava l’azienda da questo servizio?
- Centralizzazione dell’attenzione
- Ruolo importante sul tema
- Rafforzamento della comunità aggregata sul tema dell’olio extravergine d’oliva
- Elevato numero di contatti
- Diventa punto di riferimento
- Attività di servizio fra addetti ai lavori
Creazione sito/social network
Si è scelto di sviluppare già on the web il progetto. Questa scelta impone la realizzazione di uno spazio web sul quale ospitare le diverse iniziative proposte, e che funga quindi dia collettore delle informazioni e delle soluzioni comunicative proposte per la promozione dell’olio extravergine d’oliva ma anche del territorio.
Attraverso questo spazio l’azienda Sottomuro può:
promuoversi,
promuovere il territorio,
promuovere i suoi prodotti,
fare da raccordo con altri soggetti del territorio,
diffondere immagine e informazioni sul prodotto,
raggiungere pubblici anche lontani,
aggregare competenze.
Questo spazio, che avrà le caratteristiche di un sito, doveva essere:
interattivo
aperto all’interazione fra utenti
modulare
facilmente aggiornabile
Si è scelto, in ragione di ciò, di creare uno spazio web che avesse le caratteristiche di una community o, meglio, di un sito di tipo 2.0 in grado di garantire le caratteristiche suddette ma anche una forte componibilità ed intercambiabilità degli elementi inseriti in pagina, la possibilità di iscrizione e di aggiornamento costante per tutti gli utenti, una forte facilitazione nella circolazione interna ed esterna dei documenti e dei contenuti creati.
La scelta è ricaduta su uno spazio che quindi permettesse pubblicazione di materiale, ma anche iscrizioni aperte, contatto ed espansione del numero die partecipanti, visualizzazione pubblica, implementabilità costante da parte di tutti gli utenti, che avranno a disposizione sia lo spazio comune condiviso sia alcuni spazi propri, come ad esempio un blog personale.
Si è scelto di utilizzare il servizio, interamente web-based, Ning.
Ning è una delle applicazioni più semplici da usare tra quelle che prosperano sotto l’ombrello del web 2.0. Talmente semplice che la prima richiesta, diretta e inequivocabile, è quella di dare un nome e un Url al proprio network. Il passo successivo è la creazione di un account personale, dopodiché il social network è cosa fatta. L’idea di base è quella di interagire con persone che abbiano gli stessi interessi. Non a caso, molti dei network di Ning sono dei veri e propri fan club, o la trasposizione 2.0 dei classici forum di discussione in cui ci si scambiano idee e informazioni su particolari temi. In realtà non c’è un motivo particolare per non dare vita ad un social network. Il punto è che un network creato con Ning dà l’idea di una maggiore personalizzazione: stuzzica la vanità di chi preferirebbe pubblicare un sito identitario con una forte interazione tra gli iscritti, senza però registrare un dominio, gestire un server, sporcarsi le mani col codice.
Il nuovo network creato con Ning richiederà in seguito un paziente lavoro di personalizzazione grafica. Per il momento basterà impostare i principali parametri richiesti, dopodiché si potrà in ogni momento rientrare nell’interfaccia di gestione del network, tenendo presente che Ning richiede ad ogni accesso anche al proprio social network di ripetere un login e di inserire anche uno speciale PIN di riconoscimento richiesto alla prima creazione del sito. Solo una volta effettuato l’accesso al social network (quello personale con Url http://ilmiosito.ning.com) si potrà accedere all’interfaccia di gestione di Ning, disponibile anche in italiano. Dal link Gestisci è possibile, nell’ordine, variare le informazioni principali del network (nome, descrizione, icona); invitare nuovi membri (con la facilità delle importazioni delle più diffuse rubriche di mail e webmail); modificare il Css del network (a partire da un tema predefinito a scelta, ma si può anche sovrascrivere un proprio foglio di stile); aggiungere caratteristiche particolari (blog, forum, media gallery, gestione eventi, etc.); gestire la privacy del network, le domande da fare ai nuovi iscritti, l’elenco delle attività più recenti e le traduzioni nella propria lingua (i testi sono tutti personalizzabili). Ning offre inoltre un discreto grado di integrazione con Flickr e con Facebook. Fin qui la parte di gestione del sito, dedicata all’amministratore.
I membri di un network Ning hanno molto meno lavoro: gli basta iscriversi e creare un proprio profilo. La pagina personale sarà sempre raggiungibile dal menu principale e permetterà di gestire le informazioni personali, di privacy e il tipo di notifiche via mail che si vuole ricevere dal network. Ogni membro ha diritto al suo blog, le sue foto, i suoi video. Si possono proporre eventi, interventi sul forum e annotazioni. La maggior parte degli strumenti utilizzabili carica un applet java che riproduce una finestra di esplora risorse, mentre per i video, le foto e la musica si possono anche importare URL generici o specifici di Flickr o YouTube.
Nulla vieta poi, a chi a creato un social network e a chi vi si è aggiunto, di iscriversi come membri in altri network basati su Ning. Nella pagina iniziale del servizio vengono proposti i network più quotati (si parla di migliaia di membri): stando a una stima di massima, i network finora creati sarebbero circa 230.000. Una bella cifra per un progetto che sta veramente decollando soltanto adesso (e del resto dietro le quinte c’è un certo Marc Andreessen).
Ning non è un’applicazione addictive come Flickr, YouTube o Anobii, ma con un po’ di impegno e motivazione da parte dei creatori di network, può diventare uno strumento utile se non indispensabile di confronto a distanza e di condivisione di informazioni. Uno strumento ideale per chi non si accontenta di abitare la rete, ma vuole costruirsi qualche stanza in più.
Scarica tutorial per creazione di un network su ning
Comunicazione integrata
All’interno del progetto è arrivato il momento di progettare le diverse proposte comunicative che devono rientrare in un progetto di comunicazione integrata.
Punto di partenza necessario è la creazione di uno spazio web dal quale far partire, e al contempo nel quale far confluire, le attività proposte.
Per comodità iniziale si sceglie la forma del presente blog, ma solo per una fase illustrativa del progetto.
In realtà le attività proposte partono dall’assunto per cui sia necessario centralizzarle tutte in un unico spazio, seppur ricco di risorse provenienti dall’esterno e di applicazioni sviluppate e residenti su altri siti web. Questa logica, all’insegna del mash up ormai imperante in rete soprattutto in una prospettiva 2.0, permette di avere una base fissa del sito alla quale aggiungere via via funzioni; disponibilità questa che rimane a disposizione anche degli utenti.
Sarà quindi necessario passare da un sito che ha le caratteristiche di un blog ad un sito decisamente innovativo che abbia tutte le caratteristiche del social network, e che sia quindi:
• ad iscrizione aperta
• con possibilità di inserire nuovi amici
• con funzioni e servizi modulari
• a pubblicazione aperta
In questo modo sarà possibile beneficare della partecipazione attiva sia del soggetto proponente, e nel nostro caso l’azienda proponente Sottomuro, sia degli altri utenti.
Realizzato quindi il sito, basandosi sulla piattaforma Ning, che permette di creare social network, sarà possibile ragionare su cosa inserirvi all’interno.
La logica per la quale si fa questa scelta è legata alla base del presente progetto di ricerca, ossia la volontà di legare la produzione dell’azienda di olio extravergine d’oliva alle risorse e ricchezze ambientali creando sin da principio modelli comunicativi e promozionali che siano esportabili. Si reputa quindi opportuno creare esperienze comunicative durature e continuate che non riguardino esclusivamente il momento dell’acquisto o fruizione di un servizio, ma che si articolino e permettano:
• aggiornamento costante
• partecipazione
• possibilità di scoprire nuove offerte o possibilità
• approfondimento
• educazione al prodotto
In questo modo le iniziative, per quanto differenziate, muovono tutte da un medesimo spazio che diventa quindi non solo la fonte dell’informazione ma il collettore dei contenuti e delle esperienze in grado di comunicare news, prodotti, iniziative, territori e quindi un approccio integrato al prodotto. Ne risulteranno una pluralità di situazioni comunicative convergenti ma differenziate per tipo di pubblico, per linguaggi usati, per evento da comunicare e che porteranno a quelle forme di comunicazione integrata e di valorizzazione integrata di prodotto e territorio delle quali si parlava in precedenza.
Tutta questa fase è di stampo non solo teorica. Si procede infatti non solamente alla descrizione delle azioni progettate che si ptrebbero realizzare, ma anche alla realizzazione delle stesse soluzioni comunciative, sia da un punto di vista tecnico, sia da un punto di vista strettamente comunicativo
Comunicazione integrata: la newsletter
La creazione di una newsletter, operazione oggi assolutamente agevole e svincolata dal possesso di competenze informatiche avanzate, è una delle principali e più radicate attività di email marketing utilizzate sul web per ragioni non solamente promozionali o direttamente pubblicitarie. Prima di guardare alle ragioni che stanno dietro alla creazione di una newsletter che abbia come oggetto un prodotto (nel nostro caso l’olio extravergine d’oliva prodotto dall’azienda Sottomuro), un servizio o un pacchetto di servizi è opportuno quantomeno illustrare cosa sia una newsletter e in quali strategie commerciali, oltre che comunicative, possa rientrare. È importante inoltre specificare che la newsletter proposta non si presenta come evento isolato, ma rientra nella più ampia gamma di azioni progettate definite come “comunicazione integrata” e di conseguenza verrà ospitata all'interno di quel network sociale ideato e progettato, che ha come proprio obiettivo proprio quello di creare una comunità online in gradi di produrre sapere conoscenza e informazione, ma anche di condividere risultati, prospettive, iniziative e novità, gestito dall’azienda proponente ma che mira a coinvolgere tutta quella serie di soggetti, non necessariamente di tipo commerciale, che in qualche modo hanno a che fare da un lato con il prodotto, olio extravergine d’oliva, e dall’altro con la valorizzazione e promozione del territorio. È d’uopo infatti ricordare che obiettivo della presente ricerca non è solamente quello di valorizzare i prodotti aziendali, ma creare una serie di pacchetti integrati che promuovano l’olio promuovendo il territorio e le sue ricchezze, in particolare quelle di tipo ambientale, artistico e culturale.
In ragione di ciò l’utilizzo dei moderni mezzi di comunicazione risulta uno strumento adeguato per legare i due aspetti e dare comunicazione, utilizzando vari linguaggi, in grado di legare i due aspetti e di promuoverli congiuntamente, garantendo la diffusione dell’uno grazie all’effetto positivo della valorizzazione dell’altro, all’interno sempre di un ottica sistemica dalla quale aziende ed enti pubblici, soprattutto nelle piccole realtà non possono prescindere.
La newsletter è un’email, che assume la forma di un notiziario o bollettino inviato per posta elettronica a tutti gli utenti che hanno deciso di iscriversi al servizio, e che in ogni momento possono disdirlo. Si tratta di email composte solitamente in linguaggio html e che quindi permettono di avere una comunicazione visuale composita, anche se è bene prevedere sempre una visualizzazione “low res”, ossia più leggera a beneficio di tutti quegli utenti che non dispongono dia adeguate risorse sia dal punto di vista della rete che delle componenti informatiche e che quindi avrebbero difficoltà nel fruire il testo.
Una newsletter può essere definita come un messaggio di posta elettronica che viene inviato con cadenza periodica (es. giornalmente, settimanalmente, mensilmente) e di stampo gratuito a tutti coloro che ne hanno fatto espressamente richiesta. Si è detto che la newsletter è una forma tradizionale di comunicazione poiché questa è unidirezionale ed uguale per tutti. Ciò significa che l’azienda, o l’emittente, creerà un singolo testo da inviare contemporaneamente con un solo invio a tutti quanti. I destinatari leggeranno la newsletter ma non avranno modo di rispondere al mittente, né di sviluppare un discorso fra di loro, differenziando così questa forma comunicativa da quella della mailing list.
La mancanza di un dialogo interattivo tra gli iscritti (che e' il punto di forza delle mailing-list) viene compensato dal fatto che le informazioni ricevute tramite newsletter sono solitamente più' specifiche e selezionate, e la mole di messaggi e' molto minore (non tutti amano ricevere decine di messaggi al giorno).
In virtù di ciò la newsletter si dimostra particolarmente indicata per creare e inviare offerte di tipo commerciale, promozioni, aggiornamenti su prodotti e servizi. Se usate con cadenza fissa, senza eccedere nella quantità, senza eccedere i contenuti previsti e se arricchite del beneficio di informazioni esclusive o in anteprima, possono risultare di grande utilità per mantenere un contatto diretto e privilegiato con gli utenti che la ricevono.
La newsletter è uno strumento utile per trasformare potenziali clienti in clienti effettivi e per fidelizzare i clienti attuali; essa può infatti essere utilizzata per comunicare novità commerciali quali, ad esempio, promozioni, variazioni di listini, nuovi prodotti, partecipazioni a fiere oppure approfondimenti ed aggiornamenti su argomenti editoriali.
Nel nostro caso si tratta di una prima fase comunicativa del social network nella quale si provvede a fornire informazioni di base, facendo attività propulsiva e di stimolo al fine di avviare ed attivare lo spazio condiviso fra azienda proponente ed altri utenti.
In ottica prettamente commerciale risulta utile perché se l’azienda comunica con gli acquirenti, ma anche con il territorio, può fornire attraverso questo strumento una serie di informazioni privilegiate ed utili per:
acquisto
promozioni
iniziative
prenotazioni
La realizzazione di una newsletter rientra in strategie di marketing diretto, che usano la posta elettronica come mezzo per comunicare messaggi commerciali e non al pubblico. In senso lato qualunque e-mail inviata a un cliente o potenziale, può essere considerato e-mail marketing. Ma solitamente si usa questo termine per riferirsi a:
Invio di e-mail con l'intento di portare a livello più avanzato il rapporto tra un'azienda e i suoi vecchi o attuali clienti e per incoraggiare la fidelizzazione dei clienti..
Invio di e-mail con l'intendo di acquisire nuovi clienti o convincere i vecchi a comprare qualcosa subito.
Aggiungere elementi pubblicitari nelle e-mail inviate da altre aziende ai loro clienti.
Le aziende, sia negli Stati Uniti che nei Paesi europei che nelle economie emergenti, investono sempre più denaro nell'e-mail marketing.
L'E-mail marketing piace alle aziende perché:
È meno costoso del marketing diretto fatto con materiale cartaceo.
Il ritorno d'investimento (ROI) è solitamente molto alto, se il lavoro viene fatto bene.
È istantaneo, soprattutto se comparato con la posta cartacea: una e-mail arriva in secondi o minuti.
Permette al pubblicitario di "spingere" il messaggio al pubblico, al contrario di un sito web che "aspetta" che i visitatori lo raggiungano.
È facile da tracciare. Un pubblicitario può tracciare gli utenti con i web bugs, bounce messages, disiscrizioni, conferme di ricezione, click-throughs, etc. Questi possono essere usati per tracciare i tassi di apertura delle e-mail, i riscontri positivi o negativi, le vendite derivate dal marketing.
I pubblicitari possono acquisire grandi numeri di iscritti che desiderano ricevere e-mail su argomenti di loro interesse
Oltre la metà degli utenti della Rete inviano o leggono messaggi di posta elettronica in una loro giornata tipo.
Per aumentare l'efficacia della newsletter, è importante:
definire un piano editoriale e poi rispettarlo;
definire un layout standard del messaggio da usare ogni volta;
indicare sempre all'abbonato un modo semplice e chiaro per cancellare la sua iscrizione;
chiedere al momento dell'iscrizione gli argomenti di interesse in modo da poter poi inviare all'abbonato solo le informazioni che desidera (precision email marketing).
Le newsletter possono essere utilizzate anche come supporto ad attività' di commercio elettronico, per aggiornare i propri clienti in merito a nuovi servizi o prodotti offerti o, nel caso delle mailing list, per creare comunità' virtuali e luoghi di discussione tra persone e aziende con interessi comuni.
Nella mia ricerca, e nelle realizzazioni pratiche fornite, la newsletter costituisce un primo momento di contatto con gli utenti del sito; deve quindi essere promossa e pubblicizzata anche al fine di far confluire contatti sul sito stesso. Sarà così necessario partire da un database di contatti, che consiste in aziende ed operatori locali del settore, destinati ad aumentare attraverso azioni di marketing. I nuovi utenti che parteciperanno al social network, quanti si imbatteranno nella newsletter, saranno chiamati ad iscriversi e riceveranno così il bollettino. La newsletter stessa sarà comunque sempre leggibile, sotto forma di archivio, anche online sul sito della community.
Una volta che il sito sarà effettivamente partecipato la newsletter assumerà un ruolo meno rilevante, e più spiccatamente rivolto all’aggiornamento delle informazioni, alla sintesi delle stesse al fine di ordinare e sistematizzare sia le informazioni che correranno sul sito, sia le iniziative dell’azienda.
Vediamo ora il processo di creazione della newsletter. Sfruttando le possibilità offerte dalla rete internet si procederà alla creazione sfruttando un servizio web-based già esistente, che permette la gestione completamente online, e quindi da un qualsiasi computer collegato alla rete.
Scarica il tutorial per la creazione della newsletter, QUI
domenica 8 giugno 2008
Cos'è il web 2.0
Riportiamo l'articolo che ha iniziato a definire cosa sia il web 2.0,
What Is Web 2.0
Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software
di Tim O'ReillyLo scoppio della bolla dot-com nell’autunno del 2001 ha segnato un punto di svolta per la rete. Molte persone sono giunte alla conclusione che la rete fosse assolutamente sopravvalutata, quando, invece, le bolle e le conseguenti crisi sembrano essere una caratteristica comune di tutte le rivoluzioni tecnologiche. Le crisi normalmente segnano il punto in cui una tecnologia in crescita è pronta a prendere il posto che le spetta, al centro del palcoscenico. I simulatori vengono eliminati, le storie di effettivo successo mostrano la loro forza e qui si inizia a comprendere cosa separa le une dalle altre.
Il concetto di "Web 2.0" ebbe inizio con una sessione di brainstorming durante una conferenza tra O'Reilly e MediaLive International. Dale Dougherty, pioniere del web e Vice-Presidente di O'Reilly, fece notare che, tutt’altro che “crollata”, la rete era più importante che mai, con nuove interessanti applicazioni e siti nascenti con una sorprendente regolarità. Inoltre, le società che erano sopravvissute al collasso, sembravano avere alcune caratteristiche in comune. Poteva essere che il collasso delle dot-com avesse segnato per la rete un punto di svolta tale che un richiamo all'azione definito come "Web 2.0" potesse avere senso? Concordammo con questa analisi e così nacque la Conferenza Web 2.0.
Nell'anno e mezzo trascorso da allora, il termine "Web 2.0" ha decisamente preso piede, con oltre 9,5 milioni di citazioni in Google. Ma c’è ancora un grande disaccordo circa il significato di Web 2.0, alcuni lo denigrano, considerandolo un termine di marketing, alla moda, ma insignificante, mentre altri lo accettano come il nuovo standard convenzionale.
Questo articolo ha lo scopo di tentare di fare chiarezza su cosa noi intendiamo con Web 2.0.
Nel nostro brainstorming iniziale, abbiamo formulato il significato che per noi ha il concetto di Web 2.0 attraverso degli esempi:
CONTINUA
Progettazione comunicazione integrata
Alla luce dell’indagine condotta sulle attività promozionali realizzate, prese in considerazione le caratteristiche del territorio si procederà ora ad una riconsiderazione del tutto alla luce delle caratteristiche, produzioni, prospettive dell’azienda Sottomuro in virtù delle quali si progetteranno promozioni, comunicazioni ed azioni.
Occorre subito dire che le azioni e iniziative proposte si muoveranno, ormai consuetamente, lungo due direzioni: online e offline.
Le iniziative proposte, inoltre, saranno da un lato pensate e progettate per la singola azienda oggetto della ricerca e quindi saranno quelle più facilmente individuabili con gli strumenti del marketing e del web marketing. Mentre soprattutto per le iniziative in presenza sarà necessario porsi in una prospettiva sistematica, ossia in una prospettiva all’interno della quale le azioni sono difficilmente realizzabili da un solo soggetto e necessitano altresì della partecipazione e collaborazione di diversi soggetti, e nello specifico di tutti quei soggetti che vivono il territorio e che possono avere indirizzi affini o che, quantomeno, vanno nella medesima direzione.
Prima di poter leggere, nella relazione del secondo semestre, il piano di comunicazione integrata sarà opportuno guardare alle diverse singole proposte, che rappresentano il portato innovativo della presente ricerca.
Le proposte derivano dallo studio, oltre che tradizionale e dall’attività di collaborazione con il tutor accademico, anche da una pratica continua della rete che ha portato ad indagare e scandagliare la rete internet al fine di comprendere vincoli, legami, possibilità di sviluppo nel mondo business che si potessero servire degli strumenti messi a disposizione dalla rete stessa. Si è deciso di prestare particolare attenzione agli strumenti propri del web 2.0 che permettono di sfruttare le connessioni sociali, la creazione di comunità d’interesse attive in rete fornendo contenuti e servizi da un lato generati dagli utenti stessi, e dall’altro continuamente condivisibili. Ciò significa che ad esempio in una comunità centrata sulle tecniche di produzione o promozione dell’olio extravergine d’oliva, quanto viene prodotto in modalità 2.0 non solo rimane disponibile per i partecipanti alla comunità che vi hanno lavorato, ma i risultati sono sempre pronti e disponibili ad usi anche esterni sia per i singoli sia per altri eventuali partecipanti che si aggreghino alla comunità.
Fuori di metafora se un’azienda produce in un social network un video promozionale destinato alle scuole italiane nel quale illustra come si produce l’olio, è perfettamente in stile 2.0 che questo stesso contenuto multimediale possa essere ripreso ed utilizzato da altri utenti.
Prima di procedere all'illustrazione delle singole proposte ed iniziative è utile soffermarsi sulle caratteristiche di questo fenomeno noto come web 2.0 e ancora poco sperimentate od implementate in Italia, soprattutto in campo aziendale.
lunedì 2 giugno 2008
Comunicazione integrata #1
Ed è in questa dinamica integrata che interveniamo, con la fase successiva, che riguarda la progettazione di percorsi integrati.
Percorsi integrati si devono svolgere su due differenti aspetti:
1. aspetto comunicativo
2. aspetto pratico
per quanto riguarda il primo si passa dal primo sito statico al secondo dinamico, sopttoforma di blog. Spiegare perché: da una fase di sola ricerca, nella quale il sito non era importante, si passa ad una fase dinamica, nel senso che il blog deve diventare il centro dell’attività, permette modernità, aggiornamenti continui, indicizzazione ma soprattutto possibilità di integrare all’interno di un’unica piattaforma tutto quanto viene porodotto. E siccome il progetto prevede la realizzazione di strategie e prodotti comunicativi integrati, questa è la soluzione migliore, anche perché permette di tessere relazioni con altri soggetti nazionali che portano avanti percorsi analoghi, nonché di fare da nodo centrasle di un network e comunità tematica.
Dal punto di vista pratico iul percorso è analogo perché si basa, in questa fase, sullo studio di una serie di soluzioni integrate. Queste, estremizzando il discorso, possono prescindere dalla singola azienda e si presentano in maniera modulare, tanto che diventi opossibile scorporarne le varie parti e fasi ed utilizzare anche solo quelle che si reputano strettamente necessarie. Principio della modularità. Qui convergono: attività di studio, ricerche sul campo, multimedia, proposte, soluzioni.
La scelta di lavorare su questi due aspetti è basata su una modalità di operative doing, per cui le proposte formulate diventano già esperienza realizzata.
Infine dopo proposte e studio, si deve promuovere la promozione del prodotto: progettazione di piccola campagna web e locale.
Comunicazione territoriale #4 Coldiretti & Macina
L’analisi condotta sulle attività comunicative realizzate sul territorio di Modugno e sui prodotti locali che da questo stesso territorio emergono, guarda alle attività intraprese a livello istituzionale. Ma questa accezione va intesa in senso ampio, ossia senza limitarsi ai soli enti di governo locale, quale comune, provincia, pro loco.
Si è infatti deciso di analizzare anche ciò che altri enti hanno realizzato in fatto di comunicazione e promozione del territorio.
L’ottica, tuttavia, rimane invariata e porta ad indagare come un soggetto abbia comunicato il territorio sfruttando i punti di forza, sia dal punto di vista produttivo/commerciale, sia dal punto di vista delle risorse ambientali (del resto già evidenziate e delle quali il territorio di Modugno è particolarmente ricca) sia infine dal punto di vista delle risorse storico-artistiche.
Mi sono quindi imbattuto in alcune iniziative sicuramente degne di nota condotte dalla Coldiretti di Bari e nella meritoria attività didattica, divulgativa e promozionale svolta dal professor Macina e dalla sua Associazione Culturale.
Ma andiamo con ordine.
Campagna Amica è il progetto Coldiretti per un’agricoltura impegnata a sviluppare un dialogo aperto e intenso con il cittadino consumatore.
Il progetto si propone di:
favorire lo sviluppo locale, valorizzando le risorse territoriali disponibili per tutelare l’ambiente, curare il paesaggio e migliorare la qualità della vita in campagna.
Aprire le aziende ai consumatori e avvicinare la città alla campagna, anche attraverso iniziative che coinvolgano le scuole, gli istituti di formazione, il mondo della cultura;
Tutelare la qualità dei prodotti, favorendo tutte le iniziative che garantiscono il consumatore e facilitano la sua libertà di scelta alimentare (trasparenza delle etichettature, garanzie sull’origine dei cibi, vigilanza sulla pubblicità dei prodotti agroalimentari);
Promuovere i prodotti tipici e l’alimentazione made in Italy, come risorsa economica, ma anche come fondamentale espressione di identità.
Campagna Amica è anche una nuova iniziativa della Coldiretti nel campo della comunicazione che utilizza tutti gli strumenti della multimedialità, dall’editoria al video, per promuovere una conoscenza diffusa e più approfondita del mondo agricolo: dei suoi prodotti, dei suoi sapori, dei suoi colori.
In particolare, nel caso della realtà di Bari e di Modugno, campagna amica è stato un progetto rivolto alle scuole del comune. L’obiettivo era una socializzazione diretta degli studenti alla campagna e alle sue risorse e bellezze, ai suoi prodotti, attraverso un’adeguata attività di informazione e sensibilizzazione rivolta agli studenti che così avranno modo di:
conoscere le ricchezze della campagna,
vistare la campagna circostante Modugno,
conoscere e partecipare alle varie fase di produzione della filiera produttiva,
realizzare percorsi scolastici e didattici sulla campagna, integrando la conoscenza del territorio con le tradizionali materie scolastiche.
Questa iniziativa ha una portata non promozionale ma di educazione al territorio, e rientra quindi in quelle attività precedentemente menzionate e che sono rivolte alla cittadinanza stessa.
Il professor Macina, da sempre invece animatore della vita culturale di modugno, conduce da anni attività divulgative sulle ricchezze del territorio ed in particolare del complesso di Balsignano. Se da un lato "Campagna Amica" tratta il territorio e l'ambiente circostante, dall'altro le attività di Macina e della rivista "Nuovi Orizzonti" è incentrata sulle risorse artistico-culturali presenti.
E' peculiarità del suddetto professore proporre visite guidate, convegni, giornate di studio, tesi di laurea, articoli e libri su Balsignano, realizzando quindi quella forma di comunciazione, contrariamente alla precedente, più direttamente rivolta all'esterno.
In questa maniera si cerca da un lato di promuovere ilt erritorio, dall'altro di sensibilizzare le istituzioni locali ad investire di più, e in maniera piùorganica, sulle ricchezze del territorio.
Queste iniziative, maggiormente rivolte all'esterno della comunità, riguardano solo marginalmente la campagna.
Mi sono così trovato di fronte a due tipologie diverse di iniziative che raramente si sono confrontate e il risultato è stato una trattazione e valorizzazione assolutramente residuale dei prodotti che ilt erritorio produce.
Esperienza invece integrata è la realizzazione di una manifestazione storico-evocativa realizzata alla vigilia di san giovanni 2007, nella quale oltre alla rievocazione storica, alla riscoperta delle ricchezze culturali del complesso di Balsignao, si è potuto assistere ad una degustazione di prodotti tipici, unendo i due aspetti precedentemnte evidenziati. Questa iniziativa, seguita con una ricerca di stampo partecipato, ha permesso di cogliere forme di promozione, seppur locali, in grado di unire i vari punti di forza del territorio inteso come sistema.
